Guida pratica

Business plan per un ristorante: come si fa (con esempio)

A cura di SB Food Consulting · 35 anni nella gestione dei ristoranti

Il business plan non è un documento per la banca da chiudere in un cassetto: è il modo per capire, prima di spendere, se e quando il tuo ristorante starà in piedi. Ecco le voci che contano e come metterle insieme.

Cos'è e a cosa serve davvero

Un business plan traduce un'idea in numeri verificabili: quanto investi, quanto spendi ogni mese, quanto puoi realisticamente incassare e a quale fatturato smetti di perdere. Serve a te per decidere, non solo a chi ti finanzia.

Le voci che non possono mancare

Come stimare i ricavi

Ricavi mensili = coperti/giorno × scontrino medio × giorni di apertura

Sii prudente: usa i coperti dei primi mesi reali, non quelli del sabato sera pieno. Un locale da 40 posti non fa 40 coperti a pranzo tutti i giorni. Se i numeri non tornano, una consulenza per ristoranti prima di firmare costa molto meno di un anno in perdita.

Il punto di pareggio (break-even)

È la soglia sotto la quale perdi e sopra la quale guadagni. Si calcola così:

Punto di pareggio = Costi fissi ÷ margine di contribuzione %

Esempio: costi fissi 18.000€/mese, food cost al 32% (margine di contribuzione 68%). Punto di pareggio = 18.000 ÷ 0,68 = ~26.500€ di fatturato al mese. Sotto quella cifra il locale perde, a prescindere da quanto è pieno il venerdì.

Gli errori che vediamo più spesso

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